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LETTERA APERTA

 

       Alla Direzione Regionale INAIL Marche                                         ANCONA

e, p.c.

       Al Direttivo Nazionale ANPSI                                                      R O M A

       Alle OO.SS.                                                                            LORO SEDI

 

Oggetto: “Procedura Operativa di trattazione infortuni” - Chiarimenti.

 

        In merito alle disposizioni inoltrate tramite mail il giorno 16-7-09 concernenti la PROCEDURA OPERATIVA DI TRATTAZIONE INFORTUNI – INDENNITA’ DI INABILITA’ TEMPORANEA, questa Segreteria Regionale ritiene necessario che codesta Direzione chiarisca in maniera inequivocabile, quale sia il giusto comportamento che il personale infermieristico dovrà adottare.

       Si fa presente che richieste analoghe sono già state inoltrate in via informale nella Sede di Ancona e che ad esse non è stata data nessuna risposta, anzi, chi le ha esplicitate è stato redarguito perché si è permesso di chiedere spiegazioni.

       Ci riferiamo in particolare alla mail inoltrata dal dr. Orelli in data 17/7/09 in risposta ad un quesito specifico fatto al dr. Nicolini, e ai medici funzionari di cui riportiamo per conoscenza il testo integrale:


QUESITO:

 

"Non riesco a capire che cosa devo fare: posso continuare a chiamare a visita anche da sola come facevo prima, devo aspettare che il medico funzionario mi faccia il visto o va bene anche se il visto lo fa un qualsiasi medico specialista, come sino ad ora è sempre stato. Mi piacerebbe avere dei chiarimenti per poter continuare a lavorare tranquillamente.”…


RISPOSTA:

 

“Non capisco bene qual è il problema.

Se si riferisce alla nota della D.C. Poc sulla procedura operativa infortuni, non si tratta certo di novità, perché lo facciamo già.

QUINDI NON E’ CAMBIATO NIENTE RISPETTO A PRIMA.

Inoltre, né io né, tanto meno, il dirigente medico di II livello, dott. Nicolini, abbiamo dato alcuna disposizione che possa far pensare a modifiche nella organizzazione dei flussi di lavoro.

In ogni caso, i suoi dubbi avrebbe dovuto farli presente al dott. Nicolini, senza interrompere il regolare flusso degli inviti a visita.

Quindi, ripeto, a questo punto sono io a non capire il perché di questa iniziativa, che avrebbe potuto e dovuto evitare, semplicemente prospettando verbalmente il problema al suo referente, dott. Nicolini, come la invito a fare per il futuro.

 Marco Orelli”


Siamo riconoscenti al Direttore di Sede per aver risposto alla mail, ma sono necessarie alcune precisazioni: 

  1. Il quesito, inoltrato per via gerarchica, indirizzata al dr. Nicolini otteneva risposta solo dal dott. Orelli, in indirizzo solo per conoscenza, non venendo meno al rispetto del ruolo di ognuno;
  2. ci si chiede per quale motivo una richiesta di chiarimenti organizzativi non possa essere fatta anche per iscritto, soprattutto quando lo scrivente (in quel momento in servizio presso la sede di Senigallia) e la persona a cui si deve chiedere sono in due posti differenti, ma anche perché informazioni scritte rimangono e sono poi valide per tutti, senza ombra di fraintendimenti.

Entrando nel merito specifico del quesito lo andiamo ora a puntualizzare meglio visto che ad esso non è stata data la sua adeguata risposta oggettiva:

        Si leggono nel testo della circolare, inoltrata anche a tutti gli infermieri, le seguenti disposizioni che, almeno da quanto riportato sembrano essere rigide e tassative: 

“Il Dirigente medico, giornalmente, apre la lista di evidenze presente nella procedura C.C. ed esamina i casi secondo le modalità definite nella procedura di Accertamento Medico-Legale per la definizione dell’infortunio.

Completato l’esame del caso, il Dirigente medico procede, utilizzando la procedura C.C., all’apposizione del visto medico di regolarità positivo, negativo o, nell’impossibilità di esprimere parere medico in base alla documentazione in possesso, “con riserva”, rimandando in quest’ultima ipotesi il parere definitivo all’acquisizione di ulteriori accertamenti/documentazione, che possono essere acquisiti anche in sede di visita.

Tali conclusioni aggiornano automaticamente la procedura GRAI.” 

       E’ evidente che tale disposizione parla in maniera specifica del Dirigente Medico che esegue i visti di validazione della pratica al suo esordio in CC ed altre figure professionali non vengono prese in nessuna considerazione.

       In contrasto con quanto affermato dal Dirigente di Sede si fa quindi presente che:

  • nella Sede di Ancona i visti vengono eseguiti non dai medici funzionari ma dai medici specialisti, non menzionati nella circolare;
  • molto spesso, anzi la maggior parte delle volte, gli inviti a visita vengono fatti direttamente dall’infermiere professionale (anch’esso non menzionato nella circolare), prima che nella pratica venga apposto il visto medico.

 Il quesito posto risulta quindi essere semplice e chiaro:

  • In assenza di disposizioni scritte che legittimino un tale comportamento ed in presenza di una normativa nazionale che contrasta apertamente con la disposizione orale, è pensabile che l’infermiere (sottolineo mai menzionato) si arroghi l’arbitrio di effettuare l’invito a visita?
  • Se lo fa, evidentemente in aperto contrasto con la normativa ufficiale a che cosa va incontro?
  • Se non lo fa, evidentemente in aperto contrasto con le disposizioni orali a che cosa va incontro?

       Riteniamo pertanto estremamente necessaria una precisazione scritta (scripta manent) per evitare spiacevoli inconvenienti.

       Invitiamo tutti i colleghi della Sede provinciale di Ancona (unica sede in Italia in cui ciò viene fatto) ad astenersi dall’effettuare inviti a visita senza visto medico senza prima aver avuto specifici chiarimenti (in forma scritta) dalla Direzione Regionale.

        Si fa altresì presente che tale modalità organizzativa era stata posta in essere concordemente tra le parti al fine di agevolare e velocizzare il flusso procedurale, sembra però ovvio che disposizioni interne possano essere ritenute valide solo sino a che non vi sia una norma superiore (circolare nazionale) che le contrasta.

        Teniamo altresì a precisare che nella giornata del 16/7/09 non vi è stata “nessuna interruzione di servizio”, sono stati effettuati solo gli inviti richiesti in maniera specifica dal medico dopo l’apposizione del visto, così come previsto e fatto in tutta Italia.

       Tutta la componente infermieristica della Sede è disponibile, come lo è sempre stata ad una fattiva collaborazione fra le aree ed all’interno dell’equipe sanitaria, a patto però di non andare contro a disposizioni ufficiali.

       Confidando in una vostra risposta scritta ci rendiamo disponibili ad un eventuale incontro chiarificatore.

 

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2 Commenti a “LETTERA APERTA: Alla Direzione Regionale INAIL Marche”

  • Presidente ANPSI:

    Condivido in pieno lo spirito di questa lettera di richiesta chiarimenti.

    Spesso infatti si registra poca chiarezza nelle norme che regolano l’attività istituzionale dei professionisti sanitari non medici che operano all’interno dell’Istituto a tutto beneficio di chi, in assenza di normativa chiara, interpreta prassi e consuetudini esclusivamente a suo uso e consumo.

    Così proprio non va: occorrono necessariamente delle linee guida chiare e coerenti con i contenuti formativi e deontologici delle professionalità a cui si rivolgono, oltre che improntate al raggiungimento degli indispensabili obiettivi di efficienza e qualità dei servizi erogati al cittadino. Riteniamo che le due menzionate esigenze non siano affatto incompatibili tra loro.

    Auspichiamo quindi che la Direzione Regionale Marche voglia fornire i necessari chiarimenti in merito alla vicenda legittimamente sollevata dalla Segreteria Regionale ANPSI Marche.

    Alessandro Verginelli
    Presidente ANPSI

  • Valerio Proietti Lupi:

    la “geometria variabile” relativa all’autonomia professionale è più che evidente. Logicamente tutto è bene ciò che finisce bene, ma laddove s’incappasse in un errore sarei curioso di vedere cosa succede……..

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